Il Coworking: approvato dai manager delle grandi aziende

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Il coworking è un buon metodo di lavoro? non tutti i dirigenti di aziende sono favorevoli

Per il lavoro del futuro oggi si punta sempre di più verso il lavoro autonomo, senza nessuno dai cui dipendere ma in compagnia di tanti colleghi con interesse e motivazione, che viene definito  “Coworking”, ovvero “lavorare insieme”. In tempo di crisi è molto più facile lavorare condividendo un ufficio per abbattere i costi di gestione, come fanno molti professionisti ma anche gli startupper, che ricorrono al lavoro indipendente che non richiede particolari doti imprenditoriali.

Coworking Lavoro Aziende

Il coworking è importante proprio per fare network e ampliare la propria rete sociale, accrescere competenze e professionalità e aumentare il volume d’affari della propria attività, mantenendo la libertà del freelance e svolgere la propria professione lavorando ognuno per se ad un progetto ma facendolo comunque tutti insieme, scambiando idee e competenze. Ma come in ogni cosa, anche il coworking ha dei vantaggi e degli svantaggi, che ogni persona che decide di intraprendere questa nuova modalità di lavoro si trova ad affrontare o che magari affronterà in futuro.

Secondo la mappatura fornita dai ricercatori del Politecnico di Milano, gli spazi di coworking attualmente attivi in Italia sono 349 di cui 88 nella sola città di Milano. Ma cosa pensano i dirigenti di azienda della possibilità di far lavorare i loro dipendenti in spazi del genere? esiste un’enorme differenza tra i manager delle grandi aziende, che hanno dimostrato di avere un’alta conoscenza del fenomeno, e quelli delle piccole e medie imprese, che in molti casi non ne hanno mai sentito parlare.

Tra i primi, il 71% crede che il coworking sia un’opportunità, il 32% ritiene che si diffonderà come alternativa al lavoro da casa, il 40%, pur riconoscendone la validità pensa che non avrà troppa fortuna, invece il 16% dei grandi manager che pensa invece che il coworking sia una modalità da riservare esclusivamente agli startupper e a certe figure professionali, come ad esempio i freelance.
Quindi i dirigenti delle delle grandi aziende sembrano mostrare un certo interesse per questa modalità di lavoro, ma le resistenze non mancano. Solo il 36% delle aziende che permettono ai loro dipendenti di lavorare fuori postazione, infatti, indica il coworking come valida soluzione.

Una percentuale molto bassa che deve tener conto del timore, espresso dal 58% degli intervistati, legato alla sicurezza dei dati aziendali. I manager temono che i loro sottoposti possano lasciare incustodite informazioni più o meno strategiche che, in spazi di questo tipo, potrebbero entrare nella disponibilità di risorse impiegate in aziende rivali. Ma i dirigenti “illuminati” sottolineano invece gli aspetti positivi del coworking. Il 59% di loro pensa che vada incoraggiato perché favorisce la conoscenza e lo scambio con altri professionisti, invece molti altri lo promuovono perché consente di ridurre i tempi e i costi di spostamento casa-ufficio e perché rappresenta un valido “antidoto” all’isolamento a cui sono costrette le persone che lavorano da casa.

Autore dell'articolo: Elisa

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