Primi licenziamenti con l’introduzione della nuova riforma Jobs Act

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A Tolmezzo i primi licenziamenti di lavoratori assunti con il nuovo contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti

Tra gli assunti con il nuovo contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti introdotto con la nuova riforma sul lavoro, il Job Act, ci sono stati i primi licenziamenti a Tolmezzo, provincia di Udine, alla cartiera Pigna Envelopes. Tre operai, assunti lo scorso marzo con la nuova riforma contrattuale, sono stati licenziati a causa di un calo di lavoro dalla stessa azienda che li aveva assunti solo otto mesi fa, perchè relativamente ad uno dei tre, aveva usufruito anche degli sgravi contributivi previsti dalla precedente Legge di Stabilità, come precisato a Il Messaggero Veneto, da Massimo Albanesi, segretario regionale della Fistel Cisl.

Licenziamenti JobsAct Tolmezzo

Gli sgravi prevedono un esonero dai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro privato nel limite massimo di 8.060 euro all’anno per l’assunzione di lavoratori che nel corso dei sei mesi precedenti l’assunzione, non abbiano avuto rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato o che nei tre mesi precedenti l’entrata in vigore della Legge di Stabilità, ovvero da ottobre 2014, non abbiano avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato con il datore richiedente l’incentivo.

Il caso avvenuto in provincia di Udine, ha portato stupore, non solo per la fine di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato tanto breve, ma soprattutto perché ad essere rimasti senza lavoro sono stati i lavoratori assunti a tempo indeterminato e invece che quelli a tempo determinato.

Su quanto è accaduto si è anche espresso il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, intervistato da Il Fatto Quotidiano, che ha parlato di “scelta irrazionale”. Ma secondo Guglielmo Loy, segretario confederale Uil, intervistato sempre da Il Fatto Quotidiano, la scelta dell’azienda non è stata irrazionale perchè facendo la differenza tra quanto l’impresa ha risparmiato in forza degli sgravi contributivi previsti dalla scorsa Legge di Stabilità per l’assunzione di questi lavoratori e il costo sostenuto per rimborsarli dopo il recesso, che cambia sulla base dell’anzianità, i licenziamenti dei tre operai sono stati convenienti a livello economico.

Infatti bisogna ricordare che con il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti non solo manca la tutela reintegratoria prevista dall’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, ma il risarcimento che spetta al lavoratore in caso di licenziamento può essere preventivamente calcolata dal datore, sulla base di alcuni criteri già predeterminati. Non c’è più alcuna discrezionalità del Giudice in merito al calcolo di questa somma.

I sindacati temono che questa situazione possa replicarsi altrove e alimenta i dubbi di chi si era mostrato scettico sin dalla prima ora sulla bontà della riforma. La mancata applicazione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori per i neo assunti, la predeterminazione dell’indennità risarcitoria commisurata all’anzianità, insieme agli sgravi contributivi e fiscali introdotti con la precedente Legge di Stabilità, rischiano di generare delle alterazioni.

FONTE: http://news.biancolavoro.it/licenziamenti-e-jobs-act-le-inevitabili-riflessioni/

Autore dell'articolo: Elisa

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